Tra conoscenza e curiosità...visita al Museo del Pomodoro!


Da pianta ornamentale a uno degli alimenti più cucinati e consumati al mondo!

Stiamo parlando niente poco di meno che del pomodoro!

Scoperto per la prima volta in Messico nel lontano 500 Avanti Cristo e, successivamente, nel 1540 da un coraggioso condottiero spagnolo, di nome Hermàn Cortes, che rientrò in patria con delle piantine del famoso “oro rosso”,  deve il suo nome al botanico senese Pietro Andrea Mattioli, che lo definì “pomo d’oro” per il suo  caratteristico colore giallo oro, che il pomodoro assume prima dell’ultima fase di maturazione.


Si sa che l'ortaggio fece il suo ingresso in Italia, più precisamente a Pisa, il 31 Ottobre 1548, anche se agli inizi era considerato un frutto velenoso, mentre in Sud America, precisamente in Perù, tale vegetale veniva già da tempo consumato.

Molto scarsa, se non addirittura scarsissima, una vera e propria documentazione di quando questo ortaggio venne “iniziato” all’uso alimentare in Europa.


Alcune segnalazioni riportano che, essendo simile alla melanzana, poteva essere spremuto e bollito per farne un sugo, e ciò avvenne in varie regioni dell’Europa meridionale del XVII secolo.

Solo alla fine del Settecento la coltivazione del pomodoro,  per uso alimentare,  conobbe un forte impulso sempre in Europa.

E nell’anno 1762 ne furono definite e affinate le tecniche di conservazione, in seguito agli studi fatti dal biologo Lazzaro Spallanzani, che fu tra i primi a notare che gli estratti del pomodoro, fatti bollire e posti in contenitori chiusi, non ne alteravano il sapore.



In Emilia Romagna, terra da me molto amata, più precisamente a

Parma, il pomodoro ha trovato terreno fertile, già a partire dalla seconda metà dell’Ottocento.

E in questo territorio i coltivatori non si limitarano alla coltivazione, ma si  orientarono, nel tempo, anche verso la trasformazione, tanto che ad oggi, il pomodoro trasformato viene esportato  in tutto il mondo.

E non solo i prodotti a base di pomodoro hanno avuto una buona espansione, ma anche la tecnologia per l’industria conserviera che li lavorava.


Ed è all’interno della Corte di Giarola, nel comune di Collecchio, in provincia di Parma, che si trova oggi  l’omonimo museo del vegetale rosso.

L'azienda agricola, ricca di verdi prati, un ristorante, e delle vecchie stalle adibite a museo, offre una ricca ed emozionante escursione per apprendere qualcosa in più sul pomodoro e altri alimenti che ormai fanno parte della nostra cucina e della cucina di altri Paesi.

È consigliabile inoltre, salire di un piano e dare un'occhiata anche al museo della pasta che come sappiamo, è uno dei piatti più consumati al mondo...ma di questo ne parleremo in un altro momento.


In  tutti i vari pannelli esplicativi sono presenti i nomi dei pionieri dell’industria alimentare parmense, le innumerevoli macchine d'epoca per la lavorazione del pomodoro, gli imballaggi, ed è presente addirittura una ricchissima esposizione di materiale pubblicitario, usato nel tempo per  comunicazione e promozione del prodotto.

E a te piace il pomodoro?

Se sì...fammelo sapere!

E se hai qualche ricetta da consigliarci...non esitare a condividerla con noi!

Per visitare il museo ecco qualche dritta in più.

Il museo è aperto: Dal 1° Marzo all’8 Dicembre

·       Sabato, domenica e festivi: dalle 10.00 alle 18.00

·       Da lunedì a venerdì: su prenotazione per gruppi

Da Dicembre a Febbraio

·       Aperto solo su prenotazione per gruppi.

La tariffa di ingresso è di:

·       Intero 5,oo Euro

·      Ridotto 4,00 Euro gruppi con un minimo di 15 persone, adulti oltre i 65 anni, convenzioni

·      Ridotto scuole 3,00 Euro classi e studenti dai 6 ai 18 anni, Università di Parma con tessera.

·       Biglietto famiglia 10,00 Euro per 2 adulti e tutti i figli sotto i 14 anni

· Gratuito per persone diversamente abili e loro accompagnatori, accompagnatori di gruppi e scolaresche, insegnanti, giornalisti, minori di 6 nni, Scuole del Comune.  

Per maggiori informazioni e prenotazioni:

Museo del Pomodoro

E-mail: prenotazioni.pomodoro@museidelcibo.it

Telefono +390521802688 oppure +393474018157

 

Al prossimo mese!

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