Niente è più utile del sole e del sale
Quante volte ci è capitato di assaggiare un piatto e dire “Manca di sale!”, oppure, nel caso contrario sostenere che “Mamma mia questa pasta al pomodoro è salatissima!”
Ecco se siete stati attenti, ma sono sicura di sì, questo mese Pasticcio Di Rapanelli vi porterà a scoprire il mondo di una delle saline più antiche e funzionali d'Europa.
Più precisamente sto parlando del Parco naturale delle saline di Sicciole, in Slovenia. Questo favoloso parco, che ospita, tra l’altro una ricca vegetazione e una vasta gamma di volatili, è ancora operativo e, nonostante siano passati oltre 700 anni, ci permette di vedere e capire la lavorazione del sale.
All'interno del parco ci sono due aree: Lera e Fontanigge, separate dal torrente Drnica.
La prima, Lera, è l’area ancora attiva dove i salinai prestano servizio, ancora oggi, con il metodo tradizionale e antichi strumenti speciali.
Il metodo consiste nel coltivare sul fondo dei campi la petola, un biosedimento naturale che purifica il sale.
L'area Fontanigge, invece, è la zona delle saline abbandonate, dove la natura sta riprendendo, lentamente, il suo posto.
In questa area è presente il Museo del Sale. Un piccolo manufatto, una volta sede della Guardia di Finanza, dove viene rappresentata la vita dei lavoratori insieme alla produzione di questo alimento così importante, e la cui scoperta ha cambiato il gusto e la conservazione dei cibi. E, nonostante siano passati oltre settecento anni, ci stupisce il fatto che per produrre il sale, sia ancora in uso un antichissimo metodo medievale risalente al XIV secolo.
I due bacini di produzione, ripeto secondo me assolutamente da visitare, sono ricoperti di alofite, una pianta che si adatta perfettamente a un ambiente salmastro, e, cosa affascinante, tra i canali si scorgono ancora le antiche casette dei salinai.
Ormai la produzione tende a diminuire, non è più fatta in larga scala, ma i bacini vengono ancora usati anche per l’alta concentrazione di sale nell’acqua marina.
Essendo comunque un’area molto delicata, l’accesso è consentito solo a poche persone alla volta, facendo una bella camminata, che ti permette di vedere questo fantastico rifugio naturale, e dove, per gli amanti del birdwatching, si possono osservare uccelli migratori e altre specie rare.
Lera e Fontanigge, insieme, offrono un favoloso quadro completo: la vita, il lavoro e la natura delle saline e della storia fino ai giorni nostri.
Gli orari di apertura sono:
Lera: dal 1° Giugno al 31 Agosto dalle ore 7.00 alle ore 19.00
Fontanigge: dal 1° Giugno al 31 Agosto dalle 9.00 alle 20.00
Il Museo del Sale, invece, è aperto sino alle ore 19.00
Il costo del biglietto di ingresso è di 6 euro e per avere maggiori informazioni la mail è info@kpss.si
Tornando a casa, mi sono accorta di essermi portata dentro una bellissima frase letta sul muro del Museo del sale e che recita così:
“Il sale è il mare che non è potuto ritornare al cielo!”
Al prossimo mese!






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