Tra le rocce di Setenil de las Bodegas


Ennio Flaiano, celebre scrittore e giornalista del Diciannovesimo secolo, una volta disse “Il giornalismo culturale dovrebbe suscitare nel lettore lo stimolo per andare a vedere con i suoi occhi un film, leggere un libro o fare altro.” 

E come dargli torno.

Così io nel mio piccolo cerco, di mese in mese, di pubblicare articoli culturali e interviste che invoglino i lettori a fare altrettanto.

In questo caloroso mese di luglio, con le ferie ormai alle porte, vi voglio parlare del comune spagnolo di Setenil de las Bodegas, situato nella comunità autonoma dell’Andalusia. 

Se avete già visitato  Matera, intendo la parte vecchia, o ne siete venuti a conoscenza anche grazie al colossal di Mel Gibson “La passione di Cristo”, potrete notare quante cose le due piccole cittadine abbiano in comune: entrambe in realtà con qualcosa di davvero misterioso e unico nella loro posizione. 


Matera, un poco più estesa di Setenil, ha ad oggi 59.315 mila abitanti. Un tempo però gli abitanti erano molto meno. La storia ci ricorda che le persone, sino agli anni 60 del secolo scorso, vivevano ancora ed esclusivamente nelle grotte ricavate nei sassi, in compagnia di quegli animali che utilizzavano per vivere di pastorizia e per proteggersi dal freddo. Oggi, la gran parte di quei sassi si sono trasformati in hotel e ristoranti di lusso,  presi d’assalto dalla piaga del “turismo di massa”. E non potrebbe essere altrimenti, data la unicità del luogo. Di notte, oltretutto, la cittadina lucana, complici anche le sue rade luci, ricorda molto un presepe natalizio. 


Setenil conta invece soltanto 2.977 abitanti. Meno conosciuta di Matera, può sicuramente competere con la cittadina italiana, ed essere considerata lei stessa  un posto unico al mondo, per le sue caratteristiche abitazioni costruite sotto grosse rocce, simili a delle grotte, e che la rendono un esempio singolo di architettura troglodita (non in senso offensivo ma storico). Il nome Setenil deriva dal latino e significa “sette volte nulla” un riferimento ai sette assedi sopportati e che furono necessari per la conquista della cittadina da parte dei  Mori (impero Ottomano) nel lontano 1484, e che fu denominata la "Reconquista".

La particolare conformazione di Setenil de la Bodega, questo il nome completo, situata ad un’altitudine di 640 metri sul livello del mare, l’ha resa un punto strategico e difficile da conquistare per secoli. 

L’aspetto di sicuro più sorprendente è l’architettura delle case che sembrano proprio essere “incastrate” nelle rocce.


Difatti questa costruzione è nota come “abitazioni sotto roccia”. Le case, e qui ho dovuto chiedere aiuto a Wikipedia, “sono parzialmente scavate nella roccia stessa utilizzando le formazioni naturali come pareti e tetti. Questa conformazione particolare ha permesso agli abitanti di sfruttare al meglio lo spazio disponibile e di beneficiare di temperature più fresche durante l’estate e più calde durante l’inverno”.


L’estate in Andalusia è veramente troppo calda, quindi consiglio un bel viaggio in primavera, per osservare anche la “rinascita” della natura e in quel paesaggio veramente affascinante.

Arrivederci al vostro ritorno, o al prossimo articolo.

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 





 
  

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